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Perché sono single?


Un dato di fatto è che i singles sono in aumento quasi ovunque. Euromonitor, una società di ricerca, prevede che il mondo raggiungerà i 48milioni di abitanti “solitari” nel 2020, un salto in più del 20% rispetto ad oggi.


Ma single per scelta o per necessità?

Eccovi qui di seguito alcune delle motivazioni per le quale le persone non riescono ad impegnarsi in relazioni durature.


Il passato di un single

Se siete cresciuti in un contesto che vi ha dato poca sicurezza, circondati da caos, incertezze come il divorzio dei vostri genitori oppure ancora peggio se avete affrontato una perdita, è possibile che siate single perché volete mantenere una situazione di controllo e non rompere in alcun modo la vostra routine per sentirvi al sicuro con il risultato di avere costruito con il tempo un muro di protezione intorno a voi ed ora, dopo aver vissuto “murati” per così tanto tempo, ci si può sentire fobici, provare disagio e paura di impegnarsi in uno scambio emotivo autenticamente intimo. Con il passare del tempo si è anche osservato come l’essere umano, che nasce come animale sociale, inserito in un contesto di solitudine, diventa completamente autosufficiente anche emotivamente e non necessita più nemmeno di scambi emozionali. Il risultato di questa situazione è purtroppo un conflitto perenne: da una parte il desiderio di proteggersi per non riprovare le stesse esperienze del passato che vi hanno procurato disagio e dall’altra parte però anche la consapevolezza del disagio che la vostra situazione di solitudine vi provoca rendendovi differenti dagli altri. Un dilemma che vi porta a desiderare di più ma anche a lasciare la sicurezza che si ha.


Confini rigidi che un single si è costruito nel tempo

Se siete cresciuti con confini rigidi, con poco o inesistente coinvolgimento emotivo da parte delle persone che si sono prese cura di voi, avete probabilmente interiorizzato rigidi schemi e routine e ora li impiegate nella vita per proteggervi da sentimenti intensi che per voi sono completamente estranei. In questa motivazione ed in quella precedente si nota come il contesto familiare e relazionale del vostro passato influenzi in maniera pesante le vostre scelte attuali. Riconoscere ed accettare che state seguendo questo modello rigido nella vostra vita, può contribuire ad aumentare la consapevolezza dei vostri limiti ed aiutarvi ad espanderli. Riconoscere il vostro bisogno, peraltro legittimo per la sicurezza, può rendere più facile lasciarvi andare a cercare la sicurezza seguendo magari modelli un po’ meno rigidi.


Traumi subiti da persone che adesso sono single

Se in un momento della vostra vita avete subito un trauma, poco importa se l’evento spiacevole vi abbia colti da bambini, da adolescenti o da adulti, avete perso la fiducia nella vita stessa. Qualsiasi abuso fisico o emotivo o sessuale ma anche un avvenimento come un incidente d’auto o un combattimento militare o altro, può colpire ed inquinare le vostre speranze e le generali aspettative che avete dalla vita. Il trauma è insidioso ed il suo effetto si amplifica con il passare del tempo.

L’unico rimedio per non lasciarsi sopraffare dal trauma è parlarne, in uno spazio sicuro come per esempio con un amico o se siete credenti in un confessionale o anche durante una sessione di psicoterapia. Parlandone, esprimendo il proprio disagio, il trauma inizia a diluire e così anche il potere che il trauma detiene su di voi, cominciando così ad aprirsi la strada della guarigione. Spesso i trauma hanno portato le persone a non aprirsi, a non riporre in altri la fiducia, e quindi più probabilmente a essere single.


Essere single può essere il vostro modo naturale di esistere

Se, leggendo i punti qui sopra non avete riconosciuto la vostra storia personale, se quindi avete avuto un’infanzia generalmente positiva e sicura, se tutte le vostre relazioni passate sono state amichevoli e non avete subito alcun trauma, allora forse siete solamente inclini alla solitudine per predisposizione naturale e di conseguenza non vi sentite attratti da una relazione impegnata. Ci sono persone che intellettualmente ben comprendono l’idea di un impegno, il significato di una relazione seria ma semplicemente non si sentono interessati a perseguire questo tipo di intimità emotiva. Questo non significa che questi individui sono privi della capacità di intimità o in qualche modo difettosi ma significa solo che sono disinteressati. Questa esperienza può essere molto naturale e anche molto profonda. Coltivare la propria individualità, sentirsi a proprio agio nella solitudine porta inevitabilmente ad una profonda riflessione che aumenta la consapevolezza della propria tendenza. Il passo successivo è il rispetto per questo stato delle cose e la conseguente accettazione.



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LAURA FARDIN

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